Il tratto del Po dedicato al Re
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Il tratto del Po dedicato al Re

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Territorio Rifugio

Per nuove idee

Il Queyras, una valle d’alta quota lontana dai centri del potere religioso, nel XVI secolo divenne terra di protestantesimo. In questa valle, dove molti sapevano leggere e scrivere, uomini e donne scelsero la propria religione abbracciando la Riforma di Lutero e Calvino. Questo episodio ha segnato profondamente il territorio e spiega i suoi legami con la Germania, dove molti emigrarono dopo la ripresa delle persecuzioni e la revoca dell’Editto di Nantes. Alcuni sostengono addirittura che la capacità innovativa di questo territorio sia legata alla fede protestante, riprendendo le tesi di Max Weber nel suo celebre saggio «L’etica protestante e lo spirito del capitalismo».

Una grande quantità di chiese e templi

Ma perché?

Primo: prima il problema non era se Dio esistesse, ma come credere in Dio.
Secondo: la «famiglia» dei cristiani comprende i cattolici che vanno in chiesa, i protestanti che vanno in tempio e gli ortodossi.

E la Bibbia in tutto questo?

È il loro punto in comune. Ma fino al 1962, la Bibbia cattolica e la messa erano in latino, mentre i riformati (protestanti) hanno sempre usato il francese.

È comunque più semplice….

Tutto è più semplice nel protestantesimo: niente santi, niente vescovi, si accede a Dio direttamente leggendo la Bibbia, mentre per i cattolici lo si fa grazie al sacerdote.

E i Valdesi?

Valdésius fondò i «Poveri di Lione» nel 1170. Tradusse la Bibbia in franco-provenzale. Furono condannati perché predicavano senza essere sacerdoti e chiamati «Vaudois» dai giudici dell’Inquisizione. Fuggirono in Italia. Dal Piemonte, la fede valdese si diffuse maggiormente a Freissinières negli Ecrins, ad esempio, piuttosto che nel Queyras. Nel 1532, i valdesi aderirono al protestantesimo. D’altra parte, i protestanti italiani si chiamano ancora valdesi!

E le guerre di religione?

Iniziano nel 1562: le chiese del Queyras vengono distrutte e si costruiscono nuovi templi. L’Editto di Nantes ristabilisce la pace nel 1598, organizzando la convivenza tra i due culti. Nel corso del XVII secolo, le chiese vengono ricostruite. Nel 1685, Luigi XIV revoca l’Editto di Nantes. In ogni famiglia protestante, un fratello abiura per poter rimanere nel Queyras, l’altro va in esilio per rimanere fedele alle proprie convinzioni.

Erano in tanti?

2000, 3000, forse anche di più. Sono passati per la Svizzera, molti si sono stabiliti in Germania e hanno fondato i villaggi di Wurmberg, Carlsdorf e… Queyras!

La Rivoluzione, un’accoglienza contrastante

Perché dici che nel Queyras la Rivoluzione non fu accolta bene?

Perché le libertà ottenute nel 1343 furono abolite il 4 agosto 1789! Dal 1800 al 1844, i sindaci venivano nominati dai prefetti. Gli escartons e la loro tradizione di autogestione scomparvero.

Ci sono stati comunque dei progressi?

I protestanti riacquistano la libertà di culto, vengono ricostruiti i templi. Nel 1855, la costruzione della strada della Combe migliora i rapporti con il Guillestrois. I passi verso l’Italia sono ancora molto frequentati dai venditori ambulanti e dai mulattieri. Grazie al lascito di Napoleone I, vengono costruiti i rifugi napoleonici sui passi dell’Izoard, del Lacroix e dell’Agnel.

L’aspettativa di vita e la popolazione aumentano, vero?

Sì, grazie ai progressi nell’alimentazione e nella salute. Di conseguenza, la montagna non riesce più a sfamare i propri abitanti e intorno al 1850 ha inizio l’esodo rurale.