Giro del Viso
©

Giro del Viso

|

VALLOT G.

Il giro del Viso

Intorno al re di Pietro

Ti è piaciuto il GR58, il Tour du Queyras? Allora adorerai il Tour del Monte Viso e le sue numerose varianti. Questo immenso faro, che culmina a 3.841 m, sovrasta tutti i suoi vicini di oltre 500 metri ed è un universo alpino a sé stante. Il modo migliore per scoprirlo è davvero quello di percorrerne il giro completo!

Il confine italiano

Il Monte Viso

un faro ai confini del Queyras

Questo imperdibile
da aggirare con piacere

Fare il giro del Viso a piedi è un’esperienza appassionante. La sua fitta rete di sentieri segnalati, passi e rifugi offre innumerevoli itinerari di trekking da 2 a 10 giorni. La partenza avviene solitamente dalla Roche Ecroulée, a monte di Ristolas. Ma puoi anche partire da Abriès, dalla Monta o persino da Saint-Véran!

Sul Viso la regola è semplice: più ti allontani dalla vetta, più i sentieri diventano ampi e facili, ma più lungo è il percorso; più ti avvicini, più i passi diventano ripidi e tecnici, ma il tempo di percorrenza si riduce. Quindi, che tu sia un escursionista alle prime armi o un alpinista amante delle vertigini, che tu parta con amici affiatati o in famiglia con bambini intraprendenti a partire dagli 8 anni, il Viso saprà sempre offrirti ciò che fa al caso tuo.

Il giro del Viso, che storia!

Vesulo, la montagna che si vede da lontano

Dal Queyras, il Viso si mostra timido. Bisogna salire sulle creste per ammirare il Re di Pietra. L’insolita strada del Grand Belvédère è stata addirittura tracciata appositamente a questo scopo dal Touring Club de France.

Ma allora perché il Viso, che in italiano significa «volto», fu inizialmente battezzato Vesulus, «il visibile», dai Romani? Perché dalla pianura torinese si vede solo lui. Questo gli è valso il primato di essere la prima vetta delle Alpi a lasciare traccia nella letteratura (Virgilio, Dante). Nel XIX secolo, per la giovane nazione italiana, la vetta triangolare ritenuta invincibile divenne oggetto di un’aspra competizione con gli inglesi, attratti dalle sfide sportive e militari. Ed è proprio compiendo la primissima scalata «ricreativa», nel 1839, che a James Forbes si aprì la via verso la vetta attraverso la discreta parete sud.

Le tappe del Tour del Viso

Il giro del Viso in 4 giorni

Il Viso è un massiccio a sé stante con 14 rifugi e baite d’alta quota.
È quindi possibile variare all’infinito gli itinerari, anche se il percorso classico in senso orario rimane un ottimo punto di partenza, che vi presentiamo qui di seguito.

Da La Roche Ecroulée (1.780 m) al rifugio del Viso (2.460 m)

Un leggero dislivello su una vecchia strada e poi sentieri alpini ti conducono al rifugio del Viso per una partenza in tutta tranquillità. La parete ovest ti accompagna per tutta la (mezza) giornata.

  Dislivello: + 700 m; – 10 m

  Tempo di percorrenza: da 2 h 30 a 3 h

Dal rifugio del Viso al rifugio Quintino Sella, 2.650 m

Si entra nel vivo, quindi ci si alza presto! La giornata scorre veloce tra il Colle della Traversette (e il suo tunnel!), a 2.974 m, le sorgenti del Po e diversi laghi spettacolari: l’ingresso in Italia sa davvero come coccolarti.

  Dislivello: + 1.150 m; – 950 m

  Tempo di percorrenza: da 6 a 7 ore

Dal rifugio Quintino Sella al rifugio Vallanta (2.450 m)

Si approfitta dell’altitudine guadagnata il giorno prima. Tuttavia, c’è ancora un bel po’ di strada da percorrere per superare il Colle Galarino e ridiscendere lungo uno straordinario vallone prima di affrontare la salita finale verso il Valante e la sua architettura moderna.

  Dislivello: + 700 m; – 900 m

  Tempo di percorrenza: da 4 a 5 ore

Dal rifugio Vallanta alla Roche Ecroulée

Concludi il tuo giro in bellezza passando sotto la parete occidentale per raggiungere le sorgenti del Guil al lago Lestio. Ma prima ancora, un ultimo sforzo per superare lo spettacolare colle Valante (2.811 m) e scendere lungo i suoi ghiaioni.

  Dislivello: + 350 m; – 1.050 m

  Tempo di percorrenza: da 3 h 30 a 4 h

Guida escursionistica «Tutte le escursioni sul Viso»!

Questa guida topografica è stata redatta e curata da Guillaume Vallot. Guillaume vive da molti anni nel Queyras; giornalista di professione, la sua guida ne svela i segreti, le numerose varianti, le storie e le scorciatoie per raggiungere LA vetta; quella da cui, secondo la leggenda, nelle giornate di bel tempo si vede fino al Mediterraneo.

Un ricco patrimonio naturale

Un’area protetta

Oltre ad essere un terreno di gioco infinito per l’arrampicata o il trail, il massiccio è innanzitutto un luogo di grande biodiversità. Il Parco Monviso da un lato (ti lascio indovinare quale) e la Riserva Nazionale dall’altro ne proteggono i tesori. La pernice bianca, il camoscio, il lupo o l’endemica salamandra di Lanza: le specie che popolano le sorgenti del Guil e del Po fanno a gara di ingegnosità per sopravvivere nel duro regno dell’alta quota. E sai una cosa? Si dice che, durante la formazione delle Alpi, le rocce sommitali del Monviso si siano formate a 50 chilometri di profondità nel cuore della Terra. Il che induce alcuni geologi italiani a sussurrare che il “Re di Pietra” sarebbe la montagna più alta del mondo. Ma shhh, potrebbe far invidiare alcune vette di 4.000 delle Alpi, resta tra noi?

Scopri di più sulla riserva di Ristolas

La salamandra di Lanza

Il minuscolo drago del Viso

Se piove un po’ o nelle mattine di forte rugiada, durante il tuo giro del Viso, guarda bene dove metti i piedi. Non capita tutti i giorni di rischiare di schiacciare un drago di 10 cm! Questa salamandra tutta nera è nata nei dintorni del Viso e non se n’è mai allontanata perché ama follemente la sua terra – a meno che le sue zampe non siano troppo corte. Scherzi a parte, la salamandra lanzaï è un animaletto affascinante.

Non sputa fuoco e non può contare sulla sua velocità per difendersi, ma produce un veleno attraverso le protuberanze della sua pelle color alabastro. A volte percorre i sentieri per guadagnare qualche centimetro all’ora e catturare piccoli insetti tra l’erba umida.

Estremamente rara e protetta, la Lanzaï vive fino a 25 anni e la sua riproduzione è molto lenta: porta uno o due piccoli nel ventre per 4 anni, che si nutrono degli altri embrioni!

Sedentaria, non si allontana mai dalla sua tavoletta sotto una pietra per più di qualche decina di metri.

Quindi, ammirala pure (hai tutto il tempo che vuoi), ma non toccarla e, soprattutto: niente baci!

La tua guida di viaggio

Acquista il tuo pranzo al sacco, scegli il tuo percorso escursionistico, scopri informazioni sulle escursioni nel Queyras… Tutte le informazioni di cui hai bisogno per un soggiorno personalizzato al 100%!

Il Monte Viso

cima del Monte Vsio

Ci sono montagne che si guardano e altre che sembrano guardare un intero paese. Il Monte Viso appartiene a questa seconda categoria. Con la sua sagoma quasi perfetta, isolata sopra le valli, domina l’orizzonte come un punto di riferimento. Dal Queyras, a volte si fa attendere. Nascosto dietro una cresta, intravisto alla svolta di un sentiero, poi improvvisamente immenso quando il paesaggio si apre. Dall’altra parte del confine, in Italia, nella pianura piemontese, è impossibile non notarlo. Già i Romani lo chiamavano Vesulus, «il visibile».

Intorno a lui, la montagna racconta una storia che va ben oltre quella di una semplice vetta. Qui, la Francia e l’Italia si incontrano attraverso passi, vallate e antichi sentieri. Il Tour du Viso attraversa questo universo alpino passando di rifugio in rifugio, tra le sorgenti del Guil e quelle del Po, i laghi d’alta quota e i grandi ghiaioni. L’itinerario classico può essere percorso in quattro giorni, ma il massiccio offre un vero e proprio intreccio di sentieri che permette di immaginare percorsi da due a dieci giorni.

Il confine viene superato quasi senza rendersene conto. E sempre quella massa rocciosa che cambia volto con il passare delle ore. Il Monviso è anche un territorio vivo e protetto. Tra il Parco naturale del Queyras, la riserva naturale di Ristolas-Mont-Viso e il Parco del Monviso, camosci, pernici bianche e salamandre di Lanza popolano un mondo plasmato dall’altitudine.

Informazioni sul Monte Viso

Come si arriva lì?

Come raggiungere il Monte Viso

Maestoso, il Monte Viso veglia sulle valli del Queyras e del Piemonte italiano. Dal Queyras di Guillestros, puoi raggiungere le pendici di questo gigante di pietra attraverso i passi di confine, in particolare il Colle dell’Agnel, uno dei passi stradali più alti d’Europa. Sul versante italiano, il Monte Viso si svela lungo strade panoramiche e valli incontaminate, offrendo già un’immersione nell’universo minerale della montagna. Che tu venga in auto, in bicicletta o a piedi, l’avvicinamento al Monte Viso è già di per sé un’avventura.

Plan interactif : 1 lieux répertoriés.

  • Monte Viso