Ritorno a Est Au Roux 2018 3
©

Ritorno a Est Au Roux 2018 3

Il ritorno da Est

Il ritorno da Est

Per te, la vita d’inverno si scrive a 120 sui pattini… A volte ti verrebbe quasi voglia di dormire con il casco, nel caso in cui quella bella e abbondante neve fresca che sogni decidesse di venire a farsi un giro sul piumone. Sembra un sogno. Una mattina di gennaio, al posto dell’auto, niente. Nient’altro che un immenso cumulo di neve. Ostri a malapena di toccarla, tanta ce n’è. È così bella. Ne è caduto un metro e cinquanta in 12 ore. «Un metro e cinquanta!» ripeti ad alta voce, quasi per convincerti. Ti svegli di soprassalto e, per fortuna, non è un sogno. È un ritorno da est ed è ben reale ad Abriès-Ristolas.

Nel Queyras, un fenomeno meteorologico eccezionale

locale e fuori dal comune

È eccezionale sotto diversi aspetti. Innanzitutto perché si verifica non più di due o tre volte ogni inverno. E poi perché l’altezza della neve può, come nel 2008, raggiungere i tre metri in 36 ore. Quando una depressione si forma sul Golfo di Ginevra, la corrente da est si scontra con il versante italiano delle Alpi. Se è carico di umidità, si riversano enormi precipitazioni che oltrepassano il confine e si esauriscono molto rapidamente man mano che si spostano verso ovest.

In inverno, la neve cade quindi a piene mani sul Viso e su Abriès-Ristolas, ma diventa insignificante a Guillestre. Il fenomeno accende zone viola nella mappa mentale degli sciatori a caccia di neve fresca. Ma fa scattare anche l’allerta rossa presso i servizi di sicurezza. Il rischio di valanghe, anche sulle strade e in alcuni villaggi, sale vertiginosamente (fino a 5) e ti spingerà, nonostante l’entusiasmo, alla massima prudenza. C’è un detto che recita: «Il giorno dopo il ritorno da est, a casa gli sci restano».

Allerta valanghe

Quando ti avventuri nella neve fresca del Queyras, scopri un terreno di gioco incredibile. Ma attenzione alle valanghe!I versanti immacolati, le conche nascoste e i pendii soleggiati a volte riservano delle sorprese, soprattutto quando la neve diventa instabile. Qui il rischio di valanghe fa parte del paesaggio invernale ed è meglio conoscerlo per godersi ogni escursione fuoripista in tutta sicurezza. Osservare le condizioni del giorno, comprendere il manto nevoso, individuare le zone a rischio o ancora saper leggere il bollettino di previsione: tutto questo ti aiuta a goderti appieno la montagna. Partire equipaggiato con un ARVA, una pala e una sonda rimane un semplice riflesso per muoversi in tutta tranquillità.

Il giusto approccio per praticare lo sci fuoripista è rivolgersi a un professionista della montagna che potrà indicarti i migliori spot di neve fresca e gli itinerari più adatti in base alle condizioni meteorologiche e all’innevamento.

Ritorno da est

Il Queyras in bianco
Ritorno dall'Est = neve in abbondanza nel Queyras
Il Queyras in bianco

Allerta polvere

neve in abbondanza

Essendo molto localizzato, il ritorno dei venti da est in genere non impedisce gli spostamenti nelle Alpi. In alcuni inverni arrivano sciatori di ogni nazionalità. C’è da vedere l’entusiasmo: si parla inglese, spagnolo, slavo, scandinavo… Una vera e propria Torre di Babele unita dal sacro sacramento della neve fresca. Ma tutta questa allegra combriccola è ben lungi dall’essere incosciente. Dopo aver atteso pazientemente l’apertura della stazione sciistica, solitamente ritardata da un PIDA (piano di innesco delle valanghe), tutti indossano il casco e sono debitamente equipaggiati con il kit ARVA-pala-sonda, spesso con indosso anche uno zaino con airbag. Insomma, come avrai capito, andare a sciare fuori pista dopo un ritorno da est richiede pazienza ed esperienza, prudenza e sangue freddo.

molta neve

che cade nel giro di poche ore
  • Il «Retour d’Est» non è solo un bar nella piazza del paese.
  • Spesso si definisce «Retour d’Est» episodi di precipitazioni abbondanti che, da un punto di vista strettamente meteorologico, non lo sono (ad esempio, forti correnti provenienti da sud).
  • Non si verifica solo in inverno e, quando si verifica in primavera durante il disgelo, le piene possono essere devastanti, come nel 1957.
  • I «ritorni da est» rimasti impressi nella memoria degli abitanti di Queyrassin sono quello del gennaio 1978, con 3 metri di neve in 3 giorni a Ristolas, e quello del dicembre 2008, con oltre 3 metri in meno di 48 ore. La neve caduta in abbondanza su un terreno privo di strato di base ha provocato grandi valanghe che hanno interrotto le strade e raggiunto le frazioni, come quella di Valpréveyre, dove il campanile tricentenario della chiesa è crollato su una casa (fortunatamente vuota).